GENOVA, GIOVEDI' 14 MAGGIO: SI PARLA DI TORTURA CON ARNALDO CESTARO
Piazza del Carmine è un bello slargo del centro storico di Genova: si trova nelle immediate vicinanze di via Balbi, dietro alla chiesa della Nunziata, ed ospita un mercato rionale.
Giovedì quattordici maggio, a partire dalle ore 18:00, l'Altra Liguria organizza qui un incontro con Arnaldo Cestaro; questi è colui il quale ha denunciato l'Italia, alla Corte dei Diritti Umani di Strasburgo, per le torture subite durante la 'macelleria messicana' della scuola Diaz durante il G8 del 2001: gli fu fratturato un braccio, una gamba, e dieci costole.
La peculiarità della sua storia risiede nel fatto che, nonostante il reato di tortura non sia previsto dal codice penale italiano, il su detto Cestaro - che vive in un paese in provincia di Vicenza - è riuscito a far condannare lo Stato ad un risarcimento danni di Euro 45.000,00.
Quest'oggi, con l'aiuto dell'avvocato Dario Rossi, racconta l'iter giudiziale che lo ha portato a vincere una battaglia fondamentale di civiltà.
In primo grado, gli autori del massacro del 21 luglio 2001 furono condannati per lesioni perché, secondo i giudici, il reato di tortura non esiste; a seguire, in appello, a causa dello stesso motivo, la condanna è avvenuta per abuso di ufficio.
Avendo capito che in Italia non avrebbe avuto soddisfazione, l'avvocato Nicolò Paoletti ha proposto ricorso a Strasburgo; ha vinto: "il Cestaro - scrivono i magistrati - è stato vittima di un diniego di giustizia".
Le motivazioni della condanna sono essenzialmente due: non c'è stato alcun tipo di collaborazione da parte dello Stato italiano, e gli autori del massacro hanno beneficiato - a causa dell'inesistenza del reato - di amnistia, indulto, ed altro, fino ad essere gratificati con vergognose promozioni a più alti incarichi.
Oltre ad esporre la propria vicenda personale, il Cestaro - durante il suo intervento davanti ad una trentina di convenuti - si occupa di stigmatizzare la regressione culturale degli ultimi anni: "le ultime ministre della d-istruzione, quella attuale e quella precedente, dovrebbero andare a casa a fare la calza, non leggi dalle quali dipende il futuro di una nazione".
Concludo
citando un concetto espresso dal relatore durante il suo discorso: secondo lui,
"il futuro è o socialismo o barbarie: per poter dare un futuro alle
giovani generazioni occorre abbattere il capitalismo".
Genova, 15 maggio 2015
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com